lunedì 14 giugno 2010

Mike Boda alias Mario Buda

5 commenti:

  1. Franco ha fatto uno scoop,e intanto ha mandato la foto di un ricercato dell'Interpool...

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  2. Molto prima di Bin Laden e per tutt'altri motivi, un uomo decise di attaccare gli States colpendone il cuore economico, Wall Street e lo fece in un assolato giorno di settembre, esattamente il 16 settembre del 1920. Quest'uomo era un romagnolo, anarchico, un savignanese, Mario Buda, passato alla storia come Mike Boda. Buda percorre Wall Street con il suo carretto trainato da un cavallo e si ferma tra la sede della banca "Morgan & Stanley" e la Borsa Valori. A mezzogiorno il carretto esplode fragorosamente e la deflagrazione del materiale esplosivo di cui é carico viene resa più devastante dalle migliaia di chiodi che vengono letteralmente sparati in ogni direzione. La banca viene distrutta così come molti edifici circostanti.Rimangono uccise 33 persone ed altre duecento ferite più o meno gravemente.Il New York Times del 17 settembre titola "Un atto di guerra". L'FBI individua Mike Boda alias Mario Buda come unico responsabile della strage in quanto viene incriminato in base alla testimonianza del fabbro ferraio che gli ha affittato il cavallo poi usato per trainare il carro esplosivo.Quando cominciano le ricerche, Buda é già in Messico da cui rientra nella natia Savignano. Per attività sovversive verrà mandato al confino a Lipari nel '27 poi a Ponza nel '32. Tornato a Savignano si occuperà di produzione e vendita di scarpe. Tra tanti mestieri in America aveva lavorato anche come calzolaio. Muore a Savignano nel 1963.
    Nota e ricordo personale. Mario Buda ha trascorso gli ultimi giorni della sua vita all'Ospedale di Savignano ,ricoverato nel Reparto di medicina, dove io lavoravo da poco tempo. Ho il ricordo di un uomo mite,timido, riservato, affatto disposto a parlare del suo passato, ma, cosa singolare, con un grande amore per la campagna di cui invece parlava molto volentieri citandone anche proverbi e detti.

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  3. Molti anarchici italiani emigrarono in America e formarono una numerosa comunità, tanto che per un certo periodo stampavano due giornali,per divulgare le loro idee: "La questione sociale" e "L'Aurora".
    Anche l'uccisore di Re Umberto era emigrato a New Jork e ritornò proprio per compiere l'attentato.
    Pure noi di S. Mauro abbiamo avuto il nostro personaggio che, se non proprio anarchico dichiarato ,ebbe le sue vicissitudini al tempo di Sacco e Vanzetti, che lui conobbe lavorando insieme a uno di loro come calzolai nella stessa fabbrica.
    Si sa che rientrò precipitosamente in paese portando con sè un grammofono a tromba e una moto scoppiettante ma non raccontò mai cosa gli era successo dilà dal mare.
    Si chiamava Mauro Donati , Mevar per i sammauresi e anche a S. Mauro continuò a fare il calzolaio e morì centenario.

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  4. Mario Buda! Chi l’avrebbe mai detto che una persona così vicina, geograficamente, a noi, possa aver compiuto un’azione così potentemente e tragicamente d’attualità, anticipando di molti anni i drammatici eventi dei nostri giorni. Figuriamoci poi se, per alcuni tratti e momenti, la storia di un terrorista del genere coincide con quella della nostra famiglia.
    Mario Buda, ha vissuto, durante il suo tormentato soggiorno americano, anche a Roxbury, un sobborgo di Boston, in cui, negli anni venti era insediata una vera e propria colonia di romagnoli.
    A Roxbury hanno vissuto e lavorato dal 18 al 22 i miei nonni paterni, provenienti da Savignano, un fratello di mio nonno, da Cesenatico, una sorella del nonno col marito di San Mauro.
    Mia nonna raccontava che lavorava in una lavanderia di proprietà di un ebreo, con manodopera prevalentemente di colore, mentre mio nonno faceva il barista in un saloon dove tutti i giorni erano sbornie e scazzottate. Ricordava spesso che nella comunità si raccoglievano soldi per pagare gli avvocati a Sacco e Vanzetti. L’atto criminoso di cui erano accusati (l’uccisione di due portavalori) era avvenuto il 15 aprile del 1920 e vennero poi giustiziati nell’agosto del 27. M. Buda ha compiuto l’attentato il 16 settembre del 20 in risposta all’arresto dei due anarchici. A casa mia ricordano che lo zio Mauro, di San Mauro, morto centenario alcuni anni fa, dovette fuggire da Roxbury probabilmente perché frequentava ambienti anarchici ed estremisti. Anche i miei nonni, pur non avendo mai fatto politica attiva, sono rientrati nel 22, anticipando il ritorno, per il clima che si era creato e per le comprensibili “attenzioni” cui era sottoposta la comunità romagnola.
    Così, dopo un bandito da strada come il Passatore, è passato alla storia un conterraneo non meno criminale, anche se con, discutibili, idealità sociali e filantropiche.
    Tornando a Roxbury, attualmente è il quartiere nero di Boston e non ha perduto la sua vocazione rivoluzionaria: vi è nato ed ha operato Malcom X, il fondatore del movimento delle Black Panters.
    Sperando di non avervi annoiato, rinnovo i complimenti e ringraziamenti per tutte le interessanti notizie e gradevoli storie che Giovanna, Franco, Grazia e tutti coloro che intervengono al blog ci offrono con tanta competenza e dedizione.
    Saluti. Luciano.

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  5. che belle storie... sembrano un fil di Sergio Leone..

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