sabato 10 aprile 2010

G. VILLA

Poichè siamo in Aprile, Giovanna si è ricordata del grande zirudellaro Giustiniano Villa, morto, poco più che settantenne, nel mese di Aprile. Come racconta, e certo racconterà ancora Giovanna, Villa fu uno dei più grandi cantori della Romagna contadina del secondo Ottocento. Le sue non erano poesie, ma cante, come si diceva nell'antica letteratura, ovvero "zirudele" come si diceva nel dialetto popolare della Romagna. Moltissime delle sue poesie Villa le faceva stampare in varie delle tipografie locali, per poi venderle nei mercati e nelle fiere,a uno o due baiocchi, la moneta povera di allora. In suo onore e a sua memoria, nel paese natale, San Clemente, sulla valle del fiune Conca, ogni anni viene indetto un Premio di Poesia dialettale, articolato in due sezioni, una di poesia, l'altra di zirudela. Il termine per la presentazione dei lavori é stabilita entro la fine di questo mese di Aprile. I lavori devono essere inviati al Comune di San Clemente (RN) , oppure indirizszati al Coordinatore del Premio, Claudio Casadei, Sant'Andrea in Casale di San Clemente (RN). Inviateli subito che ci sono anche ricchi ed artistici premi, oltre a divertirsi col dialetto , insieme. GBM

3 commenti:

  1. Per restare nel tema di aprile e di Giustiniano Villa, propongo all’attenzione dei lettori del blog, la poesia di un longianese , Giorgio Balestra, che è risultata vincitrice del premio del primo decennale del concorso di San Clemente.
    Un affettuoso saluto. Luciano

    ME’ SÒL
    Cs’avrai da fè chi vcét
    da pu ‘d proema matoina
    puzé mala fazèda
    dla cisa ‘d san Jusef?
    E cs’èl ch’l’aspitarà
    che vèrch ad stouran nir
    si féil dla lousa grosa
    tra e’ sol e chesa mi?
    L’è dmandi da burdél,
    i leibar sota braz,
    intaint ch’andimi a scola,
    t’e’ nès l’aria d’avreil.

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  2. Molto bella veramente questa poesia! Mi da' lo spunto per trascrivere una strofa della lunga "cantèda de falòi" del nostro sindaco di S. Mauro,Miro Gori, nonchè poeta vincitore anche lui del concorso di San Clemente.
    ............
    E' va e palòun,
    bum.
    A lavurè
    a dis an.
    "Tè, che t a n è pròv...
    pataca 'ndè scòla!".
    Pu t a t ci stof:
    tè cambiè lavòur:
    un lavurtin da par tè.
    Bum...
    T ve' tò un cafitin,
    do ciacri sla piaza,
    un parlòz...
    E pu ut ingrenfa
    la slònza.
    Bum bum bum...
    E' va e paloun...

    Un saluto.
    G.

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  3. Me le sono proprio godute queste poesie, tutte e due del Concorso di San Clemente. Anche se diverse nei tempi sono entrambe avvincenti, e fanno incuriosire..." come saranno mai le prossime?", e mi riferisco a quelle del prossimo concorso, che si terrà nel Teatro di San Clemente nella prima settimana di Maggio, o giù di lì.

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